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Abbazia di San Galgano e la spada nella roccia

Nel cuore della Toscana, in provincia di Siena, si trova l’Abbazia di San Galgano, uno dei luoghi più suggestivi e visitati della regione. Famosa per la spada nella roccia custodita nell’Eremo di Montesiepi e per la sua imponente struttura senza tetto, l’abbazia è un perfetto incontro tra storia medievale e leggenda. In questo articolo scopriamo le origini di San Galgano, il significato della spada nella roccia e tutte le informazioni utili per visitare questo luogo unico in Toscana.

 

Abbazia di San Galgano

Abbazia di San Galgano

Come arrivare all’Abbazia di San Galgano

L’Abbazia si trova nel comune di Chiusdino, in provincia di Siena.

Queste le coordinate GPS:

43,149429, 11,15445

Dall’abbazia potete raggiungere l’eremo di Montesiepi a piedi seguendo una strada sterrata in salita di poche centinaia di metri.

San Galgano e la spada nella roccia: la leggenda

San Galgano, conosciuto anche come Galgano Guidotti, nasce nel 1148 da una famiglia della piccola nobiltà. È certo che Galgano sia un cavaliere e conduce una vita mondana e dissoluta. fino a quando non gli appare in sogno l’Arcangelo Gabriele che lo conduce a Montesiepi, dove, in una cappella rotonda, Galgano incontra Gesù, i dodici apostoli e la Vergine Maria, che lo esortarono a condurre una vita eremitica e di penitenza.

Il 21 dicembre del 1180, il suo cavallo si imbizzarrisce e lo conduce nuovamente a Montesiepi, proprio dove lo aveva condotto l’Arcangelo Gabriele.

Galgano capisce qual è la volontà del Signore nei suoi riguardi.

Si ritira in una capanna sopra il Monte Siepi.

Il giorno di Natale del 1180, non ha legna per costruire una croce e Galgano conficca nel terreno la sua spada per trasformarla simbolicamente in una croce.

Durante una sua assenza, per un pellegrinaggio a Roma, la spada subisce un tentativo di furto da tre ladri, che non riuscendo a rubarla, la spezzano.

Al ritorno, una voce divina dice a Galgano di unire i pezzi, così facendo la spada si ricompone miracolosamente.

Nel 1185, Papa Lucio III proclama Galgano santo. Si tratta del più antico processo di canonizzazione di cui ci siano pervenuti gli atti.

La spada di San Galgano è spesso confusa con quella di Re Artù. Tra le due spade c’è una differenza profonda. La spada di Galgano venne conficcata nella roccia, come gesto di conversione, mentre re Artù estrasse la sua spada dalla roccia per difendere la libertà e la giustizia.

L’eremo di Montesiepi

Eremo di Montesiepi

L’eremo di  Montesiepi sorge sulla sommità di una collinetta dove il nobile cavaliere Galgano Guidotti si ritirò e visse da eremita nel dicembre del 1180 e dove morì l’anno successivo.

Esternamente si presenta con una singolare forma cilindrica, mentre all’interno la copertura è realizzata mediante una volta ad anelli concentrici in cotto e travertino che creano l’illusione dell’infinito.

Eremo di Montesiepi

Al centro si trova la spada di San Galgano conficcata nella roccia da oltre 800 anni. E’ protetta da una teca. Subì infatti molteplici atti vandalici negli anni 60 e nel 1991. 

Abbazia di San Galgano

Sulla parte sinistra, rispetto all’ingresso, si trova una cappella affrescata tra il 1334 e il 1336 da Ambrogio Lorenzetti.

In una teca è possibile vedere le ossa di uno dei tre ladri che cercarono di estrarre la spada dalla roccia per rubarla, ma non riuscendovi la spezzarono per oltraggio, incorrendo nel castigo divino.

L’Abbazia di San Galgano

L’Abbazia di San Galgano fu costruita tra il 1218 e il 1288 e rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura gotica cistercense in Italia. Il complesso monastico visse il suo periodo di massimo splendore tra il XIII e il XIV secolo, diventando un importante centro religioso e culturale.

A partire dal XV secolo, però, iniziò un lento e inesorabile declino. Il momento decisivo arrivò nel 1550, quando il commendatario Girolamo Vitelli fece rimuovere e vendere la copertura in piombo del tetto della chiesa. Privata della sua protezione, l’abbazia subì un rapido deterioramento, fino ad assumere l’aspetto suggestivo che la caratterizza ancora oggi.

Da una relazione del 1576, pare che vi abitasse un unico monaco, il quale neanche indossava l’abito dell’ordine, e che le volte delle navate fossero crollate in molti punti. Nel 1781 crollò quanto rimaneva delle volte e nel 1786, dopo che un fulmine lo aveva colpito, crollò anche il campanile Nel 1789 la chiesa fu definitivamente sconsacrata e abbandonata.

Dopo due secoli di abbandono, agli inizi del ‘900 l’abbazia subì un imponente restauro conservativo che l’ha portata fino ai giorni nostri.

Museo, Abbazia ed eremo: orari e biglietti

Per orari e prezzi aggiornati dell’Abbazia di San Galgano, ti consigliamo di consultare il sito ufficiale, clicca qui.

Con il biglietto d’ingresso è possibile visitare l’interno dell’Abbazia di San Galgano, la Sala Capitolare, lo Scriptorium e gli spazi esterni, inclusi i resti del Chiostro e le aree circostanti il complesso abbaziale.

Il biglietto include anche l’accesso al Museo Civico e Diocesano di Arte Sacra di San Galgano, situato nel vicino borgo di Chiusdino.

L’eremo di Montesiepi è aperto tutti i giorni dalle ore 9:00 fino al tramonto, entrata gratuita; ogni domenica mattina alle 11:30 si svolge la Santa Messa.

A Montesiepi è possibile visitare l’interno dell’ Eremo (dove è custodita la Spada di San Galgano), la Cappella con gli affreschi di Ambrogio Lorenzetti annessa.

Dove mangiare e alloggiare

Adiacente all’abbazia si trova l’Agriturismo San Galgano che offre un ristorante con piatti tipici della cucina toscana e camere in stile rustico. Noi abbiamo provato il ristorante e lo consigliamo.

 

Nei dintorni Le Roste di Montieri

A circa 15 chilometri dall’abbazia, sono presenti  dei curiosi calanchi di colore rosso chiaro detti Le Roste. Si trovano nei dintorni di Boccheggiano, un piccolo borgo nel comune di Montieri. I Calanchi si sono formati dall’arrostimento del rame estratto nella miniera ora abbandonata. Purtroppo il sito appare trascurato, ma è un peccato, perché le forme e i colori sono davvero singolari.

 

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