Il Bus del Buson è una gola lunga 200 metri che in alcuni punti è larga solo pochi metri collocata nelle Dolomiti bellunesi. Quando ho visto le foto la prima volta, ho deciso che volevo vederla, incuriosita anche dal nome un po’ bizzarro. Gli elementi per essere un luogo unico c’erano tutti.
Dove si trova
Da Belluno, in direzione nord attraversate Bolzano Bellunese e successivamente seguite le indicazioni per la frazione di Gioz. Nell’ultimo tratto la strada diventa molto stretta e in salita e termina alla Locanda Case Bortot. A poche decine di metri dalla locanda trovate un parcheggio. 
Origine
Il torrente Ardo abbandonò il percorso originario abbassandosi di circa 150 metri e quella che rimane è una gola fossile. Per alcuni la causa di questo fenomeno è stata una frana, che ha costretto le acque a scavare un nuovo sbocco, teorie più recenti dicono invece che si tratta di una forra scavata da un torrente che correva sotto il ghiacciaio durante l’ultima glaciazione.
Il sentiero
Il sentiero comincia dopo il parcheggio.
Dopo circa 15-20 minuti di cammino abbiamo imboccato la seconda deviazione sulla destra.
Abbiamo percorso la ripida discesa fino all’ingresso della forra.

Ingresso Bus del Buson
Abbiamo attraversato i 200 metri della sua lunghezza, stupendoci ad ogni passo. In alcuni punti diventa una fessura stretta tra alte pareti. 

Siamo usciti dal Bus del Buson e seguito il sentiero che sale ripidamente fino a ricongiungersi con il sentiero principale. Abbiamo camminiamo per venti minuti e siamo ritornati al parcheggio. 
Il tempo di percorrenza a piedi è di circa un’ora e mezza. Il sentiero richiede attenzione nella discesa ripida e la salita può essere impegnativa. Attenzione a non abbandonare mai il tracciato e ai tratti scivolosi. Valutare le condizioni meteo prima di incamminarsi.
Locanda Case Bortot
Per pranzo e merenda abbiamo approfittato di Case Bortot. I piatti sono molto particolari e la presentazione è molto curata. Potete consultare il menu e i prezzi a cliccando qui.

Strudel destrutturato a Locanda Case Bortot
[testi e foto: Ornella Arvati]
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