Mi piace la sensazione che danno i ponti tibetani di camminare sospesi nel vuoto. Non soffro di vertigini quindi riesco ad osservare tutto quello che mi circonda senza paura, ma patisco però le oscillazioni del ponte e spero sempre non ci siano altre persone, specialmente bambini che devono saltellare allegramente sul ponte. Ci è capito di vedere un bel video sul Ponte tibetano della Valsorda in provincia di Verona, mi piaceva anche quello che c’era dopo il ponte, così ci siamo andati.

Ponte tibetano della Valsorda Come arrivare
Il sentiero per raggiungere il ponte tibetano della Valsorda parte da Marano di Valpolicella e precisamente da Malga Biancari. La malga a settembre 2021 era chiusa. A disposizione un parcheggio. Da qui partono due sentieri ben segnalati che portano al ponte tibetano. Noi scegliamo il numero 1. I sentieri sono classificati per escursionisti esperti ed è indispensabile indossare idonee calzature da montagna.
Un consiglio logistico: Se state pianificando l’escursione partendo da fuori, il mio consiglio è di fare base a Verona. Il sentiero si trova a soli 30-40 minuti di auto dal centro storico, il che rende il ponte tibetano la fuga perfetta di mezza giornata per chi sta visitando la città scaligera.

Mappa della Val Sorda

Valsorda Ponte tibetano Il percorso
Il sentiero per giungere al ponte è breve (solo 1.6 Km) ma da non sottovalutare. La prima parte del sentiero per arrivare al ponte è facilmente percorribile, infatti non ci sono dislivelli significativi.
La seconda parte è impegnativa, ci sono dei gradini di roccia abbastanza alti e scivolosi, in alcuni tratti il sentiero diventa esposto ed è dotato di passamano d’acciaio a lato. 

Il ponte
I lavori sono cominciati il 15 dicembre 2011 e sono stati ultimati il 05 aprile 2012. Il ponte collega Marano di Valpolicella e Sant’Anna d’Alfaedo e si trova a circa 40 metri sul rio Mondrago. Per 52 metri avrete la sensazione di camminare sospesi nel vuoto godendo un panorama sulla Valsorda da una posizione unica. 
Oltre il ponte
Volevamo vedere il ponte, ma soprattutto quello che c’era dopo. Scendiamo sotto al ponte.

Prendiamo il sentiero CAI 238 che segue il corso di Rio Mondrago. Ci aspetta un paesaggio incredibile, abbiamo la sensazione di essere in un nuovo Eden. Facciamo attenzione ai tratti scivolosi e ci aggrappiamo ai cavi d’acciaio sempre circondati dalla vegetazione rigogliosa che ci circonda, dalle cascatelle e dalle formazioni rocciose.

Attraversiamo ponti sospesi e saliamo scalette a pioli, in un punto di arrampichiamo anche aggrappandoci con le mani.




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