Scopri questo itinerario in Irlanda di 10 giorni. Dalle spettacolari Cliffs of Moher e le affascinanti Isole Aran, ai panorami incontaminati del Connemara fino alle sorprendenti formazioni basaltiche del Giant’s Causeway in Irlanda del Nord, troverai consigli utili su cosa vedere, dove andare e come organizzare al meglio i tuoi 10 giorni in Irlanda. Consigli pratici su guida, alloggi e tappe imperdibili.

Itinerario in Irlanda di 10 giorni: le tappe
Giorno 1: arrivo a Dublino, Cliffs of Moher & Doolin
Giorno 2: Galway e Carraroe
Giorno 3: Isole Aran (Inishmore)
Giorno 4: Connemara & Kylemore Abbey
Giorno 5: Donegal & Slieve League
Giorni 6-7: Irlanda del Nord (Giant’s Causeway)
Giorni 8-9: Dublino
Giorno 10: Adare e rientro
Mappa Irlanda in 10 giorni
Giorno 1: da Dublino alle Cliffs of Moher e i pub di Doolin
Appena atterrati all’aeroporto di Dublino, abbiamo ritirato l’auto a noleggio e abbiamo deciso di puntare subito verso l’oceano: circa 3 ore di autostrada (M4/M6) che passano veloci tra i primi prati verdissimi e l’emozione della guida a sinistra. Non potevamo che iniziare dalle Cliffs of Moher. Anche sotto una pioggia sottile, la vista di queste scogliere scure che sfidano l’Atlantico è impressionante. Abbiamo risalito il sentiero verso la O’Brien’s Tower, camminando lungo il ciglio delle scogliere per respirare a pieni polmoni l’aria salmastra.
Per ripararci dal vento, ci siamo diretti verso il vicino villaggio di Doolin. È il tipico borgo irlandese che ti aspetti: cottage dai tetti di paglia e prati verdissimi. Ma la vera anima di Doolin batte nei suoi pub. Siamo stati all’O’Connor’s, un’istituzione famosa in tutta l’isola: il posto perfetto per iniziare a respirare la vera Irlanda.
Un consiglio per la notte: dormire a Doolin è il modo migliore per godersi la musica dei pub fino a tardi. Scegli le migliori offerte a Doolin

Cliff of Moher

Giorno 2: Galway e Carraroe: aspettando le Isole Aran
Entriamo nel cuore della Contea del Connemara. Galway è una tappa irrinunciabile: una città vibrante che sprizza bellezza in ogni angolo. È stato rigenerante passeggiare per le vie del centro, perdendosi tra Quay Street e High Street, dove le facciate degli edifici sono un’esplosione di fiori e colori. A rendere l’atmosfera ancora più magica sono gli artisti di strada, che con le loro esibizioni regalano a Galway quell’anima bohémien unica al mondo.
Per la notte abbiamo scelto il villaggio di Carraroe. Non è solo un posto tranquillo dove riposare, ma una scelta strategica: la sua posizione è comodissima per raggiungere Rossaveel, il porto da cui l’indomani ci imbarcheremo per le Isole Aran.
Un consiglio per la notte: alloggiare a Carraroe vi permetterà di prendere il primo traghetto del mattino evitando la folla che arriva da Galway.Trova il tuo alloggio a Carraroe

Giorno 3: Isole Aran: ai confini del mondo
L’indomani ci siamo svegliati con una pioggia ed un vento che gli irlandesi non ricordavano da quanto non si manifestassero con tanta intensità. Nonostante il meteo avverso, ci siamo imbarcati dal porto di Rossaveel sul traghetto per Inishmore, la più grande delle isole Aran.
Volevamo noleggiare delle biciclette per girare l’isola, ma ci siamo accontentati di prendere un pulmino che porta i turisti nei punti di maggior interesse dell’isola. Quando siamo scesi dal pulmino ai piedi del forte Dun Aengus, ci è tornata in mente questa definizione dell’isola, letta prima della partenza: “L’ultimo rifugio degli eroi”. Soltanto degli esseri dotati di una grandissima forza possono aver vissuto su quell’isola che sembra un gigantesco scoglio esposto ai venti oceanici. Il forte è situato su una scogliera, è a forma semicircolare, costruito con pietre a secco. Il vento forte sembrava volerci allontanare dall’orlo della scogliera. Nonostante tutto non me ne sarei più andata.

Giorno 4: Il cuore del Connemara, tra la Sky Road e l’Abbazia di Kylemore
Questa giornata è dedicata alla bellezza selvaggia della Contea del Connemara. Abbiamo percorso la strada interna che collega Galway alla cittadina di Clifden, un tragitto che obbliga a continue soste: è impossibile non fermarsi ad ammirare i pascoli infiniti, le torbiere e i piccoli laghi punteggiati di isolette. Qui le pecore sono le vere padrone di casa e sembrano quasi mettersi in posa per farsi fotografare.
Una volta raggiunta Clifden, abbiamo imboccato la celebre Sky Road. Arrivati nel punto più alto della strada panoramica, ci siamo fermati a fissare un panorama da togliere il fiato: la costa, con il suo andamento irregolare e le lingue di terra che si allungano nell’Atlantico, è di una bellezza commovente. Il tutto in compagnia di un placido gruppo di mucche che pascolava proprio lì.
La giornata non poteva che concludersi con la visita alla suggestiva Abbazia di Kylemore. Incastonata tra le montagne e affacciata direttamente sul lago, questa struttura sembra uscita da una fiaba d’altri tempi.
Un consiglio per la notte: per questa tappa la scelta migliore è fermarsi a Clifden. È una cittadina vivace, piena di vita e di ottimi pub dove cenare dopo una giornata intensa. Dormire qui vi permette di essere già in posizione perfetta per proseguire verso nord il mattino seguente. Cerca il tuo alloggio a Clifden qui



Kylemore Abbey
Giorno 5: Donegal, l’anima selvaggia e l’autentico Tweed
Seguendo il prezioso consiglio del proprietario del nostro B&B, ci siamo diretti verso le Slieve League. Queste scogliere a picco sul mare sono tra le più alte d’Europa e, a differenza delle più famose Moher, conservano un fascino selvaggio e poco turistico. Sfidando un vento impetuoso, abbiamo percorso il sentiero che conduce al picco più alto: il paesaggio era semplicemente fantastico, tra giochi di luce improvvisi sull’oceano e il fragore delle onde che si infrangono centinaia di metri più in basso.
Ma il Donegal non è solo natura: è anche tradizione secolare. Non si può lasciare la contea senza aver visitato una fabbrica di Tweed. Insieme alla Scozia, questa zona è l’unico produttore al mondo di autentico tweed artigianale. Un consiglio per la notte: Per godervi l’ospitalità leggendaria di questa zona, vi suggeriamo di cercare un B&B tra Donegal Town o nei pressi di Killybegs. L’accoglienza qui è un valore sacro. Guarda gli alloggi più autentici nel Donegal
Giorni 6-7: Irlanda del Nord: tra leggende di giganti e ponti sospesi
Il giorno seguente abbiamo attraversato il confine per entrare in Irlanda del Nord. Abbiamo deciso di dedicare due nottia questa zona, una scelta che si è rivelata vincente per godersi con calma la spettacolare Causeway Coast.
La meta che più ci ha lasciati senza parole è la Giant’s Causeway (il Selciato del Gigante). Si tratta di circa 40.000 colonne prismatiche di basalto che si estendono compatte, senza interruzioni, creando forme curiose come la “sedia portafortuna” o le “canne di un organo”.
Sembra impossibile che sia tutta opera della natura, la perfezione è tale da far nascere spontaneo, quanto errato, il sospetto dell’intervento dell’uomo. Gli studiosi affermano che le colonne si sono formate in seguito a bruschi raffreddamenti di colate laviche milioni di anni fa.
Il nostro viaggio lungo la costa è proseguito toccando altri due punti imperdibili:
Dunluce Castle: un maniero medievale arroccato su un promontorio a picco sull’oceano. Le sue rovine, sospese tra cielo e mare, sembrano uscite da un romanzo gotico.
Carrick-a-Rede: il celebre ponte sospeso in corda che collega la terraferma all’isolotto di Carrick Island. Lungo 20 metri, è fissato ad una scogliera ad un’altezza di circa 30 metri.
Un consiglio per la notte: per queste due notti nel Nord abbiamo scelto la graziosa cittadina di Ballycastle. È una base perfetta: si trova a pochi minuti dal ponte di Carrick-a-Rede e dalla Giant’s Causeway. Passeggiare lungo la sua spiaggia al tramonto è il modo migliore per concludere la giornata. Scopri le migliori offerte a Ballycastle

Giant’s Causeway

Dunluce Castl

Giorni 8-9: L’itinerario in Irlanda di 10 giorni arriva a Dublino
Prima di lasciare l’Irlanda del Nord, non potevamo non rendere omaggio a quello che viene considerato il miglior whiskey del mondo: il Bushmills. Abbiamo visitato la storica distilleria, dove la guida ci ha illustrato con passione tutte le fasi della produzione, spiegandoci cosa lo renda così pregiato e diverso dal “fratello” scozzese. Con una bottiglia di Bushmills in valigia e sotto una pioggia battente, ci siamo diretti verso la capitale.
Arrivati a Dublino, ci siamo resi conto che il tempo a disposizione era poco: avevamo dedicato così tanto spazio alle tappe precedenti del nostro itinerario che la città andava “assaporata” velocemente. Abbiamo scelto così di concentrarci sulla sua anima più ludica e conviviale, rimandando una visita approfondita a un prossimo viaggio.
L’atmosfera magica dei pub
Dopo una passeggiata lungo Grafton Street, la via dello shopping elegante, ci siamo immersi nel cuore del divertimento: il quartiere di Temple Bar.
Bere una Guinness in un pub di Dublino è un’esperienza sensoriale completa. L’occhio corre veloce su ogni particolare: i banconi lucidi, le infinite file di bottiglie, il rito quasi ipnotico della spillatura della birra e l’allegria contagiosa dei clienti. Molti locali conservano oggetti antichi — vecchi libri, bauli, cimeli — che sembrano fermare il tempo, anche quando il pub straripa letteralmente di gente.
Il Temple Bar resta il locale più fotografato e imperdibile: oltre all’arredamento iconico e alla musica dal vivo, è l’atmosfera di festa continua il ricordo più vivo che ci siamo portati a casa.


Guinness Storehouse
Il mattino successivo lo abbiamo dedicato alla Guinness Storehouse. Più che un museo, è un tempio moderno costruito all’interno della fabbrica stessa. Salendo i sette piani della struttura, abbiamo ripercorso la storia e la produzione della “Black Stuff”, fino ad arrivare al Gravity Bar.
Sorseggiare la pinta in omaggio godendosi la veduta di Dublino dall’alto è un rito d’obbligo. Osservando le dimensioni colossali della fabbrica e i filmati sulle esportazioni globali, abbiamo avuto la netta sensazione che l’intero Paese ruoti attorno a questo marchio leggendario.
Dove dormire a Dublino: vi consigliamo di cercare una guesthouse o un B&B in zona centrale: i prezzi sono un po’ più alti, ma il risparmio di tempo e la comodità di muoversi a piedi ripagano la spesa.


Adare – tappa finale del nostro itinerario in Irlanda di 10 giorni
Adare è stata la tappa perfetta per concludere il nostro itinerario in Irlanda di 10 giorni, spesso descritto come il villaggio più grazioso d’Irlanda.
Il simbolo indiscusso di Adare sono i suoi cottage con il tetto in paglia (thatched cottages). Passeggiare lungo la strada principale ammirando queste casette bianche, che sembrano uscite da un libro di fiabe, è il modo più dolce per scattare le ultime foto ricordo.
Un consiglio sincero: nonostante il fascino indiscutibile, preparatevi a trovare una zona decisamente più turistica rispetto alla selvaggia solitudine del Donegal o delle Isole Aran che abbiamo amato nei giorni precedenti. Adare è una perla curatissima, ma riflette un’Irlanda più “da cartolina” e meno autentica rispetto al Nord o alle isole.
Dopo una sosta abbiamo ripreso l’autostrada verso Dublino da dove siamo rientrati.

Itinerario in Irlanda. Adare
Noleggio auto
Guidare in Irlanda fa parte dell’avventura, ma richiede un pizzico di spirito d’adattamento. Se le autostrade sono moderne e scorrevoli, preparatevi a strade locali che a volte sembrano sparire tra l’erba: strette, tortuose e spesso a una sola corsia con piccole piazzole per scambiarsi.
La guida a sinistra all’inizio spiazza, specialmente nelle rotonde, ma ci si prende la mano dopo i primi chilometri. Un consiglio d’oro? Noleggiate un’auto piccola: vi muoverete molto meglio tra i muretti a secco e le pecore che ogni tanto decidono di attraversare senza guardare! Prendetevi il vostro tempo e non abbiate fretta: qui la strada non è solo un tragitto, ma uno dei panorami più belli del viaggio.
Ti è piaciuto questo itinerario?
Spero che questo itinerario in Irlanda di 10 giorni ti sia utile per pianificare il tuo prossimo viaggio nell’Isola di Smeraldo. Se hai domande sulle tappe o sulla guida, scrivimi pure nei commenti qui sotto!
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