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Itinerario da Tromso alle Lofoten di 7 giorni

Ho sognato questo viaggio alle isole Lofoten per almeno quindici anni, ma non era mai il momento giusto. Il volo diretto Bergamo – Tromso della compagnia Norwegian e gli sconti del black friday ci hanno finalmente convinto a partire. In questo articolo vi raccontiamo il nostro itinerario da Tromso alle Lofoten di 7 giorni e cosa vedere. Abbiamo scelto di partire a fine marzo per avere più ore di luce e nel tentativo di vedere l’aurora boreale.

Itinerario da Tromso alle Lofoten

7 giorni di viaggio e oltre 2.000 km percorsi durante il nostro on the road che da Tromso ci ha portato alle isole Lofoten, 200 chilometri a nord del Circolo Polare Artico. E’ stato uno dei viaggi più straordinari che abbiamo fatto.

Abbiamo percorso la E10: la strada, inserita tra le più belle al mondo, attraversa l’arcipelago in tutta la sua lunghezza. Le isole hanno un aspetto fiabesco punteggiate dai rorbuer rossi, le tipiche abitazioni in legno.  Nonostante l’impronta dell’uomo sia evidente, è la natura la padrona assoluta del territorio. Non a caso la ricchezza di queste isole è il merluzzo.

Le Lofoten e Tromso sono considerati tra i luoghi migliori per vedere l’aurora boreale, che durante il viaggio si è fatta vedere per ben tre sere consecutive.

In questo articolo abbiamo riunito l’itinerario per raggiungere  le isole Lofoten, cosa vedere a Tromso, gli alloggi, il noleggio auto, le esperienze inaspettate. Speriamo di fornirvi informazioni utili ma anche  di trasmettervi l’unicità di questi luoghi che ci hanno catturato in ogni attimo di questo viaggio.

Giorno 1 del nostro itinerario da Tromso alle Lofoten di 7 giorni

Alloggio: Scandic Grand Tromso

Noleggio auto: Discovercars.com

Partenza con il nuovo volo Bergamo – Tromso della Norwegia. La maggior parte dei passeggeri ha scelto Tromso per praticare lo sci alpinismo, lo intuiamo dagli enormi borsoni.

Dopo 4 ore di volo arriviamo a destinazione. Dall’aereo vediamo che la città è coperta da una coltre di neve e ghiaccio. L’immagine è mozzafiato, ma temo l’impatto con il freddo artico. In realtà siamo qualche grado sotto lo zero e la temperatura è assolutamente sopportabile.

Ritiriamo la nostra auto presso l’aeroporto. Con un upgrade ci consegnano una Volvo enorme con l’equipaggiamento invernale di serie, ovvero le gomme chiodate.

Gomme chiodate

Dall’aeroporto percorriamo il tunnel sottomarino che ci porta allo Scandic Grand Tromso che avevamo prenotato. L’hotel si trova in posizione centrale ed è quello di cui avevamo bisogno per rilassarci.

Giorno 2: Tromso – Narvik

Alloggio:  Scandic Narvik

Il mattino ci aspetta la classica colazione luculliana delle grandi catene di hotel. Non manca proprio niente: ci sono gli angoli dedicati alla verdura, frutta, formaggi, pane, dolci, pesce, uova e primi piatti. Se torneremo in Norvegia, alloggeremo sicuramente in un hotel di questa catena.

Abbiamo scelto di fare tappa a Narvik prima di raggiungere le Lofoten. Usciamo dalla città e ci inoltriamo sempre più nel paesaggio artico. Percorriamo circa 250 chilometri della E6, ma il viaggio non ci stanca mai. Immagini virtuali diventano reali, come i pescatori che praticano la pesca nel ghiaccio artico.

Usciamo da Tromso. Direzione Narvik

Anche a Narvik abbiamo scelto un hotel della catena Scandic. Alloggiamo allo Scandic Narvik. Il prezzo è ottimo e la colazione sempre ricchissima. Di sera tutti allo skybar al 16° piano aspettando che l’aurora boreale si faccia vedere. Riusciamo a intravedere qualche bagliore, ma niente di più.

 

Abbiamo scelto di fermarci a Narvik perché è a metà strada tra Tromso e le Lofoten, ma la città si è rivelata una tappa piacevole  circondata da montagne e fiordi.

Giorno 3: Narvik – Lofoten

Alloggio: casa affittata su AirBnb

Oggi ci aspettano 300 chilometri per raggiungere la nostra casa presa in affitto alle Lofoten. Nevica tanto, tantissimo, come non avevo mai visto. Partiamo, ma la tentazione è rimanere a Narvik. Incontriamo dei mezzi spazzaneve, ma nevica troppo per riuscire a liberare le strade. Per fortuna abbiamo una macchina molto solida.

 

Imbocchiamo la E10 e percorriamo i primi ponti e tunnel che collegano le isole Lofoten. Incontriamo anche un gruppo di renne che bruca indisturbato l’erba sotto la coltre di neve. Le previsioni mettono sole a Svolvær e, anche se non ci crediamo, si rivelano vere. Arriviamo alla casa che avevamo prenotato su AirBnb. E’ in legno, non è recentissima ma è molto spaziosa, con una veranda su un lago ghiacciato dalla quale ci auguriamo di vedere l’aurora boreale. Si trova nella parte occidentale dell’arcipelago, da lì cominciano le mete di maggiore interesse.

La vista dalla nostra casa

Giorno 4: Å, Reine, Sakrisøya

Dedichiamo questa giornata alla zona occidentale delle isole, la più incontaminata e straordinaria, irrinunciabile in un itinerario alle Lofoten.

Cominciamo da Å, la punta estrema delle Lofoten. Å, il paese con il nome più corto al mondo, che corrisponde all’ultima lettera dell’alfabeto norvegese. E’ uno dei villaggi che ho trovato più pittoreschi, con i tipici rorbuer di colore rosso e le montagne che si specchiano nell’acqua.

Proseguiamo verso il paese di pescatori di Reine, considerato tra i paesi più belli d’Europa. Ci fermiamo sul ponte che ne precede l’ingresso per scattare la foto sul Reinefjorden. Tutti si fermano in questo punto e tutti rimangono senza parole davanti a un panorama eccezionale.

Pranziamo con il miglior fish burger di sempre presso Anita’s Sjomat a Sakrisøya accanto a i cottage più gialli delle Isole Lofoten e al rorbu giallo, uno dei luoghi più instagrammabili delle Lofoten.

A Reine non ci perdiamo il campo da calcio fotografato sulla copertina del libro di geografia di mia figlia. Tutt’intorno si trovano le rastrelliere dove viene fatto essiccare lo skrei, il merluzzo artico che arriva fino alla costa della Norvegia per riprodursi tra gennaio e aprile.

 

Di sera continuo a scrutare il cielo dalla nostra veranda. Ad un certo punto vedo un fascio di luce verde uscire dalla cima della montagna davanti a casa nostra. Eccola! Usciamo in giardino urlando, le mie figlie in felpa non sentono neanche il freddo. Alziamo gli occhi e vediamo un arco verde sopra le nostre teste. Non riuscivamo a crederci. La luce si muove, cambia forma. E’ una serata memorabile!

 

Giorno 5: Uttakleiv, Ramberg, Fredvang, Museo vichingo

Dedichiamo la mattinata ad alcune spiagge delle Lofoten. Prima di partire avevo letto che la Lonely Planet aveva eletto la spiaggia di  Uttakleiv la più bella d’Europa. Mi incuriosiva che avessero scelto una spiaggia artica. Si trova a soli 10 chilometri dal nostro alloggio a Vestvågøy. Lasciamo la E10 e percorriamo una stradina ghiacciata per alcuni chilometri. Un vento gelido e fortissimo non ci permette di godere pienamente della sua bellezza, ma non ci colpisce.

Trenta chilometri a sud ci fermiamo alla spiaggia di Ramberg che troviamo strepitosa. Con i suoi riflessi smeraldo e le montagne innevate che la circondano, per me è la più bella. Proseguiamo fino al villaggio di Fredvang collegato alla terraferma da due panoramici quanto sinuosi ponti.

Spiaggia di Ramberg

Ponti di Fredvang

Nel pomeriggio visitiamo il museo vichingo a Bøstad. Nel museo è stata allestita una casa vichinga che permette di vedere come vivevano e lavoravano. Lo staff e le guide del museo sono tutti vestiti da vichinghi. E’ presente anche una zona con reperti,  ricostruzioni e filmati.

Anche stasera aurora boreale!

 

Giorno 6: Lofoten – Tromso

Alloggio: appartamento affittato su AirBnb

Oggi torniamo a Tromso. Ci aspettano quasi 500 chilometri, ma prima facciamo l’ultima tappa a  Henningsvær,  famoso per lo Henningsvær Stadion, uno degli stadi più fotografati al mondo. È un piccolo villaggio di pescatori costruito su tante piccole isole e collegato all’isola principale grazie ad un ponte. 

A Tromso ci aspetta il nostro alloggio affittato su AirBnb. Siamo a fine marzo e rimaniamo colpiti dai cumuli di neve sui marciapiedi delle strade. Anche il giardino dietro casa è coperto di neve. E anche stasera aurora boreale!!!

Henningsvær

Giorno 7 del nostro itinerario da Tromso alle Lofoten di 7 giorni

Giornata dedicata a Tromso. Prima di partire immaginavo questa città anonima e poco attraente. Ho scoperto una città che mi è piaciuta, scenografica e dinamica. E’ considerata la Porta dell’Artico, la città si trova infatti a circa 350 chilometri a Nord del Circolo Polare Artico.

Il suo centro storico si sviluppa sull’isola di Tromsøyaa, ma la città si è espansa ad est e ad ovest dell’isola. Tromso è collegata alla terraferma da due ponti ed un tunnel sottomarino.

Ecco cosa vedere a Tromso a piedi in un giorno:

il centro storico: imboccate via Storgata, la via principale di Tromso fiancheggiata da case di legno colorate, negozi e caffetterie. Troverete il McDonald più a nord del mondo e andate a curiosare nel negozio Sami, la popolazione indigena della Norvegia.

La Cattedrale dell’Artico: è stata costruita nel 1965 in stile moderno, prevalentemente in cemento. E’ l’edificio simbolo della città grazie alla sua particolare struttura. Per raggiungerla dal centro di Tromso vi basterà attraversare il ponte a piedi o in macchina. L’entrata è a pagamento, costa poco più di 7 euro. Al suo interno è molto spoglia, ma la grande vetrata a mosaico è molto suggestiva.

Funivia Fjellheisen: vi consiglio di prenderle la funivia per avere una vista pazzesca su Tromso e le zone limitrofe. Pagherete circa 35 euro e in 4 minuti arriverete sulla cima del monte Storsteinen  a 420 metri d’altezza. Il servizio è attivo dalle 10 alle 22. Una volta arrivati in cima c’è un bar che serve degli hamburger di renna strepiitosi! Dalla piattaforma panoramica potrete ammirare una fantastica vista di Tromso e della zona circostante e se siete fortunati potrete vedere anche l’aurora boreale.

Cattedrale di Tromso: la chiesa luterana più a nord del mondo ed l’unica cattedrale ad essere stata costruita interamente in legno in Norvegia. Si trova nel centro cittadino, purtroppo era chiusa e non abbiamo potuto visitarla all’interno.

Il Porto: proseguendo oltre il centro, arriverete al porto caratterizzato da edifici in legno e una magnifica vista sul ponte e la cattedrale Artica.

vista dalla funivia Fjellheisen

Giorno 8 del nostro Itinerario da Tromso alle Lofoten di 7 giorni

Torniamo in Italia con il volo Tromso – Bergamo della Norwegia. Ritroviamo in aereo quasi tutti quelli che sono partiti con noi una settimana prima.

 

 

 

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Altri articoli sulla Norvegia:

Tromso: cosa vedere nella città a nord del Circolo Polare Artico

Cosa vedere alle Isole Lofoten in inverno

Isole Lofoten: quando andare e organizzazione del viaggio

Norvegia: Oslo e Bergen

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Commenti

  1. Elena Braghieri dice

    16/03/2025 alle 23:49

    Innanzitutto grazie per aver condiviso le informazioni del vostro viaggio!!! É lo stesso programma (se riusciamo con un giorno o due in più a Tromsø) che vorremmo fare noi a febbraio 2026. Ma ho una domanda: per le Lofoten quindi non avete preso il traghetto? Sono collegate su strada? Perché capire gli orari é un delirio, e programmare adesso (non c’è tabella orari se non per i prossimi 2/6 mesi) é impossibile! Grazie ancora! Elena

    Rispondi
    • dobbiamoandare dice

      17/03/2025 alle 20:30

      Ciao Elena, ti confermo che non abbiamo mai preso traghetti. Siamo atterrati a Tromso e abbiamo raggiunto Narvik e le Lofoten sempre su strada. I collegamenti tra le isole avvengono tramite ponti o tunnel. Buon viaggio! E’ stato uno dei più belli che abbiamo fatto.

      Rispondi
  2. Alessia dice

    21/09/2025 alle 15:43

    Grazie mille per questa guida, è veramente utile e chiara. Ho una domanda… le strade come sono? Vorrei fare questo viaggio, anche io, a febbraio 2026 ma la mia preoccupazione, appunto, è il collegamento stradale Tromsø – Lofoten perché sono tanti chilometri ed ho il dubbio di come possano essere se avviene una forte nevicata mentre siamo in macchina. Ti ringrazio in anticipo

    Rispondi
    • dobbiamoandare dice

      22/09/2025 alle 16:07

      Ciao Alessia, le auto a noleggio nel periodo invernale sono tutte fornite di gomme chiodate e questo permette una buona aderenza all’asfalto. Da valutare bene la macchina da noleggiare. A noi hanno fatto un upgrade, ci hanno dato una Volvo enorme e anche questo ci ha garantito una buona dose di sicurezza.
      Le strade principali sono in buone condizioni e vengono pulite dai mezzi spazzaneve. Quelle secondarie hanno dei bei lastroni di ghiaccio e in qualche occasione abbiamo desistito dall’affrontarle. Le condizioni meteo cambiano in continuazione e all’improvviso. Noi a fine marzo abbiamo trovato due bufere di neve, la visibilità era minima, ma siamo andati piano, la macchina era ben equipaggiata e sono subito usciti a pulire le strade. Questo ci ha permesso di superarle senza problemi. Attenzione ai limiti d velocità, sono molto rigidi.

      Rispondi

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